luna bianca luna nera è la luna del calendario, quella di tutti i giorni, perché in questo blog si parla di ciò che succede e di come lo sentiamo.
l'una bianca, l'una nera: qualcosa ci piace, qualcos'altro invece no. perché anche la luna ha un suo fondo di inquietudine.

sabato 11 giugno 2011

meglio ricchioni che berlusconi

MEGLIO RICCHIONI CHE BERLUSCONI non è un'ansa appena battuta:
è una universale indiscrezione che trapela dall'Europride in corso oggi a Roma.

Un sussurro che si trasformerà in un grido.

Una brezza che diventerà un benefico uragano.

Uno scossone simpatico, autoironico ed efficace che viene dall'altro mondo, quello arcobaleno di chi festeggia e intanto con gioia afferma i propri diritti, la propria dignità e, in fin dei conti, la propria esistenza al mondo.

Il mondo è bello perché è variopinto. Un pensiero agli amici che sono in questi giorni al Pride e un GRAZIE per la fantasia di questo slogan di cui, contateci, ci approprieremo tutti.
  

Il vino e l'EuroPride.

Notizia del tg (uno qualunque, tutti hanno dato questa grande notizia):

il nostro Paese è campione mondiale nel settore vitivinicolo, è il primo produttore di vino al mondo scavalcando così i cugini francesi. Inoltre, per il vino, il nostro Paese spicca anche in qualità e per esportazioni, con crescite robuste in Paesi come gli Stati Uniti nonostante l’imperante contraffazione dei prodotti made in Italy.

Che dire? Bene! Una volta tanto siamo ai primi posti, ed è anche bello sapere cose del genere, nemmeno io sono immune da un certo campanilismo. Peccato però che questa prima posizione non abbia un così alto valore ideologico e non serva a renderci  un paese vivibile in termini di rispetto dei diritti umani. Perché ci sono altre cose che non vengono dette, o che vengono deviate dal significato originale,  dai vari tg e di cui non possiamo essere altrettanto orgogliosi.
Mi riferisco all’EuroPride romano.
È vero, la stampa italiana non ha perso l’occasione di dare notizia dell’EuroPride romano, ma contando più sull’immagine fotogenica, e anche un po’ piccante di una Lady Gaga avvezza a trovate scandalose che piacciono tanto ai lettori orfani delle cronache del bunga bunga. In realtà approfondire il perché la cantante abbia deciso di schierarsi a favore dei diritti di gay, lesbiche e transessuali in Italia potrebbe risultare molto meno accattivante. Si, perché se i colori dell’arcobaleno, che per l’occasione dipingono le porte di ingresso della città eterna, sono il simbolo del variegato universo lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) , ci sono altri colori altrettanto rappresentativi per il medesimo universo.
Una cartina geografica dell’Unione Europea dal titolo Rainbow Europa (maggio 2011) preparata dall’Ilga Europe (International Lesbianand Gay Association), riporta uno studio sulla situazione dei diritti legali e dell’uguaglianza concessa agli omosessuali nei diversi paesi europei. 


Sono da sottolineare naturalmente quelle regioni in rosso in cui vengono messe in atto pesanti discriminazioni e violazioni dei diritti umani.
I primi: dal verde scuro al giallo, il massimo del rispetto.
Dal rosso chiaro al bordeaux-quasi nero i secondi.
Così se paesi dell’Est europeo come Russia, Ucraina e Moldavia, nettamente rossi, sono separati dalla civile Europa verde da una fascia di paesi “gialli” come Polonia (dove comunque ci sono dei grossi problemi a dichiararsi omosessuali), Romania e Bulgaria…………….
l’Italia è tristemente grigia.
Zero.
Semplicemente in Italia non c’è nessun diritto per gli omosessuali.
E, vista l’ennesima bocciatura della legge sull’omofobia in Commissione Giustizia, nemmeno nessun interesse a tutelare i diversi orientamenti di genere dalle violenze e dalle discriminazioni che subiscono. Forse questo assume ancor più valore se pensiamo che la Città del Vaticano, influente per qualsiasi governo in carica, sta a quota meno due in linea con la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. 
Insomma, passano le stagioni politiche e i governi, ma la famiglia rimane sacra per tutti……….
però……
possiamo sempre consolarci con un buon bicchiere di vino…..

venerdì 10 giugno 2011

i Robin Hood del terzo millennio

La preziosa Wikipedia, come sempre illuminante anche sulle questioni politiche, ci informa qui sulle principali posizioni ufficiali dei vari partiti in vista dei referendum di domenica e lunedi.

La lettura, che consiglio, è sorprendente per un notevole dettaglio folkloristico: un paio di partiti, simpaticamente schierati su posizioni molto democratiche e inclini a considerare la legge uguale per tutti, propongono di votare sì per i primi tre quesiti, acqua pubblica e nucleare, mentre caldeggiano l'astensione per il quarto quesito, quello sul legittimo impedimento; il che, in tutta franchezza, mi pare sia un po' come rubare ai poveri per dare ai ricchi.

O meglio: un po' come chiedere al povero di rubare per poi dare al ricco. Perché ovviamente lassù, nella foresta di Sherwood, i novelli Robin Hood del terzo millennio non si sporcano le mani.
  

Tremonti e il Duce a cavallo

Una nuova appassionante avventura per il mio politico preferito, il ministro Tremonti.
L'eroe dell'economia nazionale è oggi alle prese con la formale richiesta, avanzata dal presidente della provincia di Bolzano, di poter procedere alla copertura del bassorilievo raffigurante Mussolini che campeggia sulla facciata del palazzo delle finanze della città altoatesina.
Povero Tremonti, chissà che cosa starà pensando. Tutte a me, probabilmente. Oppure: è mai possibile che in più di sessant'anni nessun emerito simpaticone ci abbia mai pensato prima?

Ecco che al nostro eroe tocca l'incombenza di formalizzare l'inizio dei lavori di copertura dell'effigie tra mille polemiche: perché c'era già una lettera di Bondi in proposito eppure l'iter, seguìto manco a dirlo alla lettera dalle autorità altoatesine, prevede l'intervento del ministro dell'economia che, in quanto titolare della competenza sull'immobile in questione, non può esimersi dall'autorizzare ciò che comunque i bolzanini hanno (per fortuna) già deciso di autorizzarsi per conto loro.

Questo è quanto.
La dolente immagine verrà dunque coperta sul palazzo delle finanze di Bolzano grazie all'intervento subitaneo del Nostro?
Lo scopriremo nella prossima puntata.
 

giovedì 9 giugno 2011

la storia delle persone e non dei personaggi

A metà maggio si è svolto l'annuale Sinodo della CELI, la Chiesa evangelica luterana in Italia, che ha visto una piccola grande decisione, di quelle che non hanno troppa risonanza nei media ma dalle conseguenze epocali: quei gesti che fanno la storia piccola, minima, quotidiana, la storia delle persone e non dei personaggi.

Vengo al dunque: il Sinodo dei luterani ha approvato a stragrande maggioranza l'introduzione della benedizione per coppie non tradizionali, etero ed omosessuali.

 "La benedizione delle unioni di vita non tradizionali riguarda le coppie sia etero che omosessuali” ha commentato la presidente del Sinodo Christiane Groeben. “Riteniamo infatti che il compito della chiesa sia quello di accompagnare i cristiani nel loro percorso di vita ascoltando la Parola di Dio e osservando i cambiamenti sociali. E quello che osserviamo è che nel campo delle relazioni umane esiste una molteplicità di comunioni di vita, comprese quelle omosessuali, vissute in maniera responsabile e basate sulla volontarietà, sulla continuità e la fiducia, verso cui la chiesa ha delle responsabilità pastorali che non può eludere”.

Ma non è tutto. All'interno del documento stilato dal Sinodo dei luterani in Italia si legge che “l’omosessualità fa parte delle espressioni della sessualità, quindi rappresenta una condizione naturale”. Per questo “la condanna morale dell’omosessualità non può essere in nessun modo giustificata”.
 
Cosa aggiungere a queste parole dense di umanità, speranza, fede, coscienza civile? Parole che guarda caso vengono dal basso: da persone e non dai soliti personaggi cui i media ci hanno abituati.
 

Una teoria buttata lì...


La mia teoria è piuttosto semplicistica, me ne rendo conto, ma non sono un’economista e ho tutte le scusanti, però, pur nella mia limitata conoscenza della materia, sono arrivata a fare questo ragionamento:
in questo sistema economico i redditi vengono distribuiti in funzione del contributo fornito dagli agenti economici alla produzione del valore.
Dovrebbe funzionare così (mi si corregga se sbaglio): i produttori producono ed incassano profitto, quelli che lavorano alla produzione percepiscono reddito, i consumatori quel reddito lo spendono.
Quando sul mercato stazionano più merci di quelle che il reddito disponibile dei consumatori consente di smaltire, quell’eccesso svaluta il valore di quella produzione, riduce il contributo dei produttori, brucia ricchezza.

Così si entra nella crisi. 

Se invece i consumatori dispongono di reddito adeguato a smaltire le merci, viene restituito valore a quelle merci; così che, una volta consumate, debbono essere prodotte di nuovo generando nuovo valore, nuovo lavoro e crescita economica. 

Da qui si deduce come vi sia più valore nell’esercizio del consumare che in quello del produrre e quindi si dovrebbe apprezzare quel valore, quel ruolo, quella responsabilità.

Redistribuire la ricchezza per andare oltre la crisi.

E per fare questo si dovrebbe ripristinare la capacità di acquisto dei consumatori.

Non potrebbe essere così che si da’ una stoccata alla crisi?
È troppo semplice? Forse, ma qualcuno ne parla mentre i politici divagano: la sinistra dice vedremo, la destra nicchia e quelli del centro…boh?
Già, la politica, tutta fuoco e fiamme, parla d’altro mentre la crisi rigurgita crisi e un quarto della popolazione italiana non riesce a pagare le bollette, le rate del mutuo e non riesce a far fronte neppure alle più piccole spese impreviste, per non parlare della gente, sempre più numerosa, che va a mangiare alla Caritas.
Forse, se si immergesse in questi problemi, che sono quelli fondamentali, potrebbe pure ritrovare un po’ di credito di ruolo…..forse.

martedì 7 giugno 2011

La mela avvelenata

Il controllo sulla sessualità, argomento su cui oggi non racconterò una favola bensì l'amara realtà, è uno dei bocconi avvelenati più subdoli e pericolosi della storia del potere dell'umanità sull'umanità.

Un 7 giugno dei sessuofobi anni '50 ingurgita la sua mela avvelenata il matematico e crittoanalista inglese Alan Turing, facendo il suo ingresso nell'eternità in maniera un po' diversa dalla dolce stucchevole fortunata Biancaneve.

Turing è un personaggio tanto geniale e affascinante quanto scomodo.
Durante il secondo conflitto mondiale è impegnato nella decrittazione di codici bellici tedeschi, italiani e giapponesi, permettendo di fatto agli Alleati di vincere la guerra. In tutta risposta il governo britannico, pazzesco ma vero, lo accusa del "reato di omosessualità" in un periodo in cui questa vergognosa affermazione è ancora possibile.
In seguito ad incaute dichiarazioni riguardo la propria sfera sessuale, rilasciate nel corso di un processo in cui il matematico accusa di furto un uomo da lui stesso ospitato, Turing viene costretto alla castrazione chimica che ovviamente gli devasta il bel corpo atletico e l'ancor più bella ed ancor più atletica mente. Le conseguenze della massiccia assunzione di ormoni femminili lo spingono al suicidio mediante la mela avvelenata di cui sopra.

Così l'Inghilterra, una delle più antiche democrazie europee, ringrazia le proprie risorse umane: da Wilde a Turing passano molti, troppi anni, che mostrano come sia difficile imparare dai propri errori. Parentesi: un altro morto il 7 giugno quantunque in circostanze meno drammatiche, Forster, inglese anche lui, pubblicherà solo postumo il proprio romanzo sull'omosessualità. Sarà un caso?

Cinquant'anni dopo quei fatidici anni '50 (il che non è male, considerati i secoli impiegati dalla Chiesa per fare pubblica ammenda dei roghi dell'Inquisizione), il governo britannico chiede ufficialmente scusa per il suicidio di Turing. Ma quali sono le speranze per il futuro in un'Europa in cui non esiste ancora, di fatto, la possibilità di godere degli stessi diritti per eterosessuali ed omosessuali? Ed anzi, un'Europa in cui ci troviamo ancora a distinguere tra eterosessuali ed omosessuali?
Una mela avvelenata che siamo costretti ad ingurgitare tutti i giorni.
 

giovedì 2 giugno 2011

Stupro innocente

Qualche anno fa mi raccontarono di un insegnante di conservatorio che - durante le lezioni individuali - faceva lezione con la porta aperta e dava esclusivamente del lei alle sue alunne, perché gli era capitata un'accusa ingiusta di stupro e non voleva rischiare di ripetere l'esperienza.
E queste cose continuano a succedere. Perché le notizie bombardano, plasmano e modificano l'opinione pubblica a seconda delle mode, o meglio, dei guadagni.
Anche la Sardegna è vittima di mode e modi. Il fatto di Cagliari lo conferma.
Certi argomenti sono più letti di altri, il marketing non guarda in faccia a nessuno: lo stupro è un argomento di moda che fa comprare giornali e quindi guadagnare. Il modo di fare notizia è così praticamente ovunque: «due ragazzi stuprano giovane donna»; un modo incisivo, quasi fosse il grande capo indiano a parlare e a dare la sentenza definitiva, che non lascia spazio a nessun dubbio.
Si parla di stupri in continuazione e qualche donna - forse insoddisfatta del marito e alla ricerca di nuove esperienze sessuali - mette in piedi uno stupro senza neanche fare poi così fatica. Giornalisti, polizia, giudici e opinione pubblica saranno già schierati a difesa di chi viene stuprata e mai e poi mai a difesa degli stupratori.
Si dice che uno stupro segna tutta la vita, ma anche queste disavventure non sono da meno.
Sono vicino a questi due ragazzi e a chiunque si trovi in queste situazioni.
Spero che ora molte persone riflettano su che cosa possono comportare pene definitive (vedi http://www.dentrosalerno.it/web/2010/02/26/stuprocastrato/ ) in questi casi.

Cosa festeggiamo?

Mentre i nostri aerei bombardano Tripoli seminando dolore e morte nella capitale di uno Stato che, nonostante i nostri trascorsi di seviziatori coloniali, per quaranta anni ci è stato amico ed ha contribuito in modo incisivo sul nostro benessere, altri aerei solcano il cielo di Roma per festeggiare l'avvento della Repubblica e, quest'anno, anche il 150° anniversario dell'unità d'Italia.
I festeggiamenti sono stati particolarmente pomposi: sono stati invitati una ottantina di Capi di Stato con le loro consorti che saranno ospiti illustri del nostro Presidente della Repubblica e, naturalmente, di Berlusconi che farà gli onori di casa.

L'Italia presentata pomposamente all'estero assomiglia sempre di più al regime mussoliniano, almeno per quanto riguarda i suoi potenti. I capi del partito di governo sono sempre di più gerarchi inamovibili: ieri si doveva nominare il segretario del Partito al posto dei tre Coordinatori ed invece avremo i tre Coordinatori più il segretario del Partito. Bondi, Verdini e La Russa sono inchiodati alle loro poltrone ed Angelino Alfano appare come il quarto quadrumviro alla testa di un partito sempre più diviso ed in preda a processi di crisi sempre più diffusi. Il neo segretario del Partito vanta come titoli di merito una fedeltà assoluta al suo padrone: si è servito di volonterosi "giuristi" che gli hanno preparato le varie proposte con le quali Berlusconi ha ridotto il Parlamento ad un organismo preposto a votare leggi per salvarlo dai processi e dalla prigione.
Diverse volte, dopo l'esito infausto per il suo governo delle elezioni amministrative, Berlusconi ha tentato di fare uscire allo scoperto Tremonti, il suo enigmatico ministro che gli nega i soldi per fare tutti i giorni campagna elettorale con il pubblico denaro. Ma Tremonti resta muto come una tomba e si limita ad aspettare un'altra rovinosa caduta del Cavaliere che potrebbe essere la perdita dei referendum sull'acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento (fatto su misura per il Cavaliere). L'opposizione, forte dell'esito delle amministrative, dice che i referendum non sono contro il governo. La lega sembra gradirne qualcuno. Ma, nonostante questo, il raggiungimento del quorum, se ci sarà, sarà un ceffone madornale per il Cavaliere che aveva tentato di tutto per evitarli.

E non possiamo presentarci ai numerosi illustri invitati nemmeno come la patria del calcio mondiale. Proprio oggi il nostro sport nazionale viene squassato da uno scandalo enorme. Le partite giocate sono state spesso "aggiustate" per favorire scommesse e vittorie immeritate. La ragione è sempre la stessa: soldi, affari, affari e soldi.....

L'Italia che festeggia con un ricevimento imperiale di non si sa quanta gente non è la Repubblica voluta dalla maggioranza democratica creatasi dopo la guerra di Liberazione.
Moltissima gente sta male. Tutto il lavoro dipendente è sotto il torchio di Confindustria che ne ha ridotto i salari ed i diritti. E' impegnata all'estero in varie missioni colonialiste come servo degli Stati Uniti, un impero belligerante che dice che vuole la pace nel mondo e per questo è sempre a caccia di qualche nemico da distruggere in nome della democrazia.
Otto milioni di giovani vivono una magra vita da precari sostenuti dai nonni o dai genitori e la prospettiva di chi studia è il precariato.
I diritti dei lavoratori sono stati cancellati dalla Costituzione materiale del Paese.

La parata militare che ha costituito il punto spettacolare della festa celebra una Italia militarista che la retorica nazionalista del 150° alimenta.
Celebrare le armi che servono non più per la difesa della patria ma per uccidere, massacrare e ferire altri popoli a cominciare dai fratelli libici ed afghani non è proprio corrispondente alle corde profonde di una popolazione che forse vorrebbe vivere un po' meglio e senza uccidere nessuno.

Fonte: http://www.resistenze.org/

avventurieri

Nel giorno della nostra festa della Repubblica nascono, a distanza di tre soli anni l'uno dall'altro, due tra i più famosi avventurieri della storia dell'umanità: il 2 giugno del 1740 nasce a Parigi il conte Donatien-Alphonse-François de Sade, più noto come Marchese de Sade; il 2 giugno del 1743 nasce a Palermo Giuseppe Balsamo, più noto con il nome di Cagliostro.

Due personaggi spregiudicati, amanti della sessualità forte, della truffa, dell'esoterismo.
Aristocratico l'uno e plebeo l'altro, entrambi accomunati dal medesimo spirito errabondo e nomade.


Entrambi accusati di non si sa bene cosa e incarcerati a lungo;
entrambi perseguitati da tutti i regimi, dal monarchico al rivoluzionario;
entrambi detenuti alla Bastiglia negli anni intorno al 1785, mi piace pensare che si siano persino conosciuti e che abbiano architettato insieme qualche truffa ai danni della storia e degli stessi ignari posteri, magari scambiandosi di identità e finendo l'uno nella prigione destinata all'altro, accomunati dal medesimo destino che contraddistingue ogni sovversivo. Nobile o umile che sia.