luna bianca luna nera è la luna del calendario, quella di tutti i giorni, perché in questo blog si parla di ciò che succede e di come lo sentiamo.
l'una bianca, l'una nera: qualcosa ci piace, qualcos'altro invece no. perché anche la luna ha un suo fondo di inquietudine.
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sabato 5 novembre 2011

Ma come mai non l’abbiamo pensato prima?!

La crisi economica è arrivata a un punto tale da spingere molte persone a compiere azioni impensabili, che in me suscitano perplessità e stupore: 
un signore ha pensato bene di  acquistare  un’intera pagina del Corriere della Sera al fine di sollecitare tutti i cittadini  italiani all’acquisto dei  titoli di Stato, per far sì che la nazione non debba essere ancor più stretta dalla morsa della crisi. Chi ha avuto questa singolare idea non è un imprenditore facoltoso e potente come  Della Valle ma bensì  un libero professionista, un tal  Giuliano Melani, responsabile leasing di una  banca.
Quello che vorrebbe Melani è che gli italiani comprassero i titoli italiani anche con un basso rendimento in modo che le richieste di acquisto su Btp, Cct, Ctz determinino una scia  di acquisti tali che elimini  lo spread con in Bund tedeschi.

Per la cronaca, il libero professionista pistoiese si è obbligato a comprare, lunedì prossimo,  20.000 euro in Btp, che si aggiungono ai 20.570 sborsati al Corriere della Sera per riservare tutta  una pagina per il suo annuncio. 

Nella mia modesta conoscenza della situazione, avrei alcune cose da contestare al patriottico Melani:

1°- Il nostro debito pubblico è “già” posseduto da italiani, per oltre il 50%, non ricordo più esattamente quanto, ma comunque una percentuale enorme rispetto agli altri paesi. E’ per questo che il simpatico duo Germania/Francia tutto sommato non si dà troppo da fare per aiutarci, mentre sono pronti a obbligare tutta l’Europa a svenarsi per salvare a forza la Grecia: perché il debito greco è nelle mani dei loro istituti di credito, mentre nei nostri confronti non sono poi così esposti.
2°- Non vedo proprio perché dovremmo continuare a finanziare imperturbabili governi in grado solo di sprecare denaro.
3°- Non stia troppo in pensiero il libero professionista toscano: ci “obbligheranno”, in ogni caso, a finanziare il debito pubblico nei prossimi anni: a botte di patrimoniali da piegarci le gambe.
4°- Quanti sono gli Italiani che, per assurdo, si potrebbero permettere questa botta di vita?


venerdì 30 settembre 2011

La giaculatoria del pachiderma


Vendere, vendere, vendere.
E' stata questa la giaculatoria del pachiderma di Radio Londra, Giuliano Ferrara, giovedì sera 29 settembre su RAI 1.


Già il 18 ottobre scorso (2010) dalle pagine de Il Foglio, il fornitore ufficiale di lardo del berlusconismo, si sperticava nella peggiore delle non-proposte politiche per rimettere in sesto i conti dello Stato: vendere i beni pubblici.http://www.ilfoglio.it/soloqui/6500


Conti che, nel precipizio del debito, sono finiti grazie e soprattutto alle non-politiche di questo non-governo. Non-politiche che, nonostante siano state fondate sui tagli alla spesa pubblica, più che sul rilancio dell'economia, non hanno evitato un debito pubblico tra i più alti al mondo.


Dunque, vendere i beni pubblici è il consiglio che il pachiderma Giuliano sente di dare di vero cuore a Tremonti. O meglio svendere. Regalare il patrimonio dello Stato per 4 denari (dopo aver impoverito il paese) ai nuovi padroni, presso i quali questa classe politica (quasi trasversalmente) ha assunto il ruolo di sguattera, o ancora peggio lustrascarpe con grasso di pachiederma.
Nemmeno amministratori di condominio, che pure è una vergogna per un politico a cui è affidata la responsabilità di curare gli interessi della collettività. Ma del resto questa classe politica è il frutto di un golpe legislativo come il porcellum, giusto per restare in tema di lardo.


Una classe politica lurida che, dopo aver deliberatamente fallito nell'amministrazione dei beni pubblici, invece di tornarsene a casa, e perché no, ripagare il paese del danno arrecato, prende la scorciatoia dello smembramento dello Stato e dei beni comuni: li vende ai privati. Privati, o meglio, sottratti alla collettività che li ha pagati fin anche con il sangue, alla quale non resterà nulla, se non l'unto rancido e consunto tipico della povertà, mentre lorsignori continueranno arroganti nello sbafo. Grasso che cola sulle nostre teste.


lunedì 11 aprile 2011

Demagogia finanziaria alla BCE

Jean-Claude Trichet, presidente BCE

Salgono i tassi di sconto, scende l’economia reale
Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, nella conferenza ECOFIN tenuta l’8 aprile a Budapest, lancia l’allarme crescita e occupazione per l’eurozona.
“Nell’Eurozona abbiamo ancora un livello della disoccupazione inaccettabile” ha sostenuto il presidente della BCE.
Certo, siamo a livelli inaccettabili con il rischio, sempre più reale, di sprofondare in una crisi che va ben oltre l’immaginabile.
A pesare ulteriormente sulla condizione economica dell’Europa, secondo Trichet, sono la crisi mediterranea, quella libica in particolare e il dramma nipponico.
Come risolvere la crisi? Come restituire forza ai mercati a cominciare dal mercato del lavoro, lavoratori e imprese incluse?
Semplice. Per Trichet è necessario perseguire la strada del risanamento del conti pubblici. E fin qui con Trichet si può essere anche d’accordo. Le cose cambiano quando nel perseguire il risanamento dei conti pubblici la BCE non perde tempo nell’alzare i tassi di sconto, come è accaduto pochi giorni fa, e a perseguire la strada delle privatizzazioni. E’ quello che viene chiesto a tutti gli stati europei, vecchi e nuovi.  Vendere il patrimonio pubblico, cederlo ai privati: demolire lo Stato.
Sale l’inflazione, siamo sempre più poveri
Come al solito, mentre sale l’inflazione e diminuisce il potere d’acquisto, si chiede al contribuente di accollarsi il peso di una crisi economica e finanziaria creata dal rapporto viziato tra potere politico e potere economico finanziario. La manovra della BCE, secondo le associazioni di consumatori, peserà per una media di 123,40 euro a famiglia e in particolare per le 2,3 milioni di famiglie che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile.
Salgono i tassi di sconto, il prezzo dei carburanti e dell’energia, insomma, il costo della vita, mutui compresi. Scende l’economia reale, quella dei lavoratori, quella delle imprese. E ora come ci riprendiamo? E’ tutto sotto controllo, secondo la BCE. Beati loro!
E intanto, mentre risale la candidatura di Draghi all’ECOFIN, Trichet si morde la lingua e mente a se stesso. Noi, invece, mentre il governo italiano è allineato e coperto, ci si prepara, sempre più poveri, a pagare!

giuseppe vinci