luna bianca luna nera è la luna del calendario, quella di tutti i giorni, perché in questo blog si parla di ciò che succede e di come lo sentiamo.
l'una bianca, l'una nera: qualcosa ci piace, qualcos'altro invece no. perché anche la luna ha un suo fondo di inquietudine.
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lunedì 9 maggio 2011

9 maggio 1978. 33 anni fa, cento passi



“I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli.
Seduto se ne stava
e silenzioso
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi
fissi nell’abisso”.
peppino impastato

In memoria di Peppino Impastato
33 anni fa Peppino Impastato moriva assassinato dalla mafia con una carica di tritolo posizionata sui binari delle linea ferroviaria Palermo Trapani.  Nato in una famiglia di mafiosi e in una città di mafiosi, muore pochi giorni prima delle elezioni comunali che lo vedevano candidato nelle liste di Democrazia Proletaria e pochi giorni dopo aver realizzato una mostra fotografica in cui denunciava la devastazione del territorio ad opera di speculatori e mafiosi collusi con la politica.
Il suo percorso politico e di vita viene segnato giovanissimo dalla conoscenza di Danilo Dolci, il Gandhi italiano che in Sicilia promosse le lotte non violente contro la mafia e il sottosviluppo, fondandole sulla riscoperta della maieutica socratica. Nonostante la frequentazione con Dolci non fosse stata assidua, né regolare, Peppino coglie presto e in pieno l’esempio e l’insegnamento, tanto di Danilo Dolci quanto di Socrate.
Cento passi: una distanza incolmabile
“I cento passi” – episodio che lo vede intento a risvegliare suo fratello Giovanni, nella distanza fisica e culturale che li separava dall’abitazione del boss mafioso Tano Badalamenti e da cui è stato tratto l’omonimo film di Marco Tullio Giordana –  sono la sintesi e il simbolo per eccellenza dell’influenza della scuola di Dolci. Un risveglio necessario a risolvere la distanza incolmabile tra coscienza individuale e coscienza collettiva.
Piuttosto che dispensare soluzioni e verità preconfezionate sulla vita come sulla mafia, così come avviene per un dogma o un’ideologia, Peppino come Danilo, si fa carico dell’esprienza diretta, necessaria alla presa di coscienza e al conseguente cambiamento dello stato delle cose. E’ così che Peppino affronta la vita per risolvere la sottocultura dell’omertà che rende schiavi e ignoranti. Una pratica di vita dura che lo condusse prima all’isolamento, poi alla solitudine, fino alla morte, ma tanto da farne un eroe.
Per non dimenticare
L’esempio di Peppino Impastato non è stato vano e anche se il suo impegno gli è costato caro, il sacrificio di vita è stato quanto mai necessario. Dopo 20 anni di lotte giudiziarie, il 5 marzo del 2001 la Corte d’Assise ha condannato all’ergastolo in via definitiva, tra gli altri autori e mandanti dell’assassinio, il boss Gaetano Badalamenti.  I beni di Badalamenti, a cominciare dalla casa, posta a cento passi di distanza da quella di Peppino, sono stati affidati al fratello Giovanni per la conduzione del Centro Peppino Impastato impegnato nella lotta alla mafia.
In questa data si commemora la memoria delle vittime della mafia e del terrorismo. Una data per non dimenticare e per continuare a lottare. Lotte che sono ancora necessarie, e non solo in Sicilia. Anche in Puglia, nella bassa murgia, lungo la via Traiana, il connubio tra speculazione edilizia e politica rischiano di compromettere irrimediabilmente il territorio e le coscienze, modelli culturali e ambiente sociale, tra ricatto e asservimento.
Ricordando Peppino Impastato, ci sarebbe da chiedersi: quanti sono i nostri passi oggi?

venerdì 25 marzo 2011

La nebbia dentro

C'è molto coraggio nell'affermazione di Vendola sui poteri occulti in Lombardia, la regione "più mafiosa d'Italia". Fino a ieri abituati a considerare il nebbioso settentrione come esempio di virtù comunitaria, oggi un politico terrone, con il rischio di apparire impopolare, apre gli occhi a tutti.
"La ndrangheta in Lombardia ha un un circuito di appalti che ruotano intorno a tutte le pubbliche amministrazioni di questa regione. Sarebbe interessante affrontare questo nodo", continua il governatore pugliese, al quale ovviamente è stato risposto che si guardi in casa propria prima di rompere le uova nel paniere della regione più avanzata del Belpaese. Già: ogni cittadino italiano che si rispetti la mafia la vede prima in Puglia, poi semmai nell'operoso opulento nord. Come negarlo?
Le accuse sono gravi: Vendola parla di controllo da parte della criminalità organizzata sulle Asl lombarde. Una prospettiva difficile da digerire. Le Asl vogliono dire salute, e legare la salute alla mafia infastidisce alquanto le coscienze sopite di chi vota Formigoni da decenni (con il sospetto recente, concedetemi questo piccolo off-topic, di illegittimità della ennesima rielezione del nostro).
O meglio, più che infastidire le coscienze, le risveglierebbe di colpo: traendole fuori da una nebbia che non è più soltanto un dato meteorologico, ma una condizione interiore.

venerdì 18 febbraio 2011

iceberg

Le prime pagine di oggi parlano chiaro: le rivelazioni di Wikileaks distruggono il nano. Un nano senza più ballerine ormai, anche perché gli americani lo accuserebbero di ben altro che di quegli scandali a luci rosse che ci fanno tanto discutere qui nel Belpaese. Bene.
Era ora che, oltre alla sacrosanta reazione alla mercificazione del corpo femminile cui la vicenda Ruby ci ha spinti, illustri osservatori avanzassero dubbi anche circa le abitudini politiche del premier, oltre che quelle sessuali: come quando, ad esempio, e cito dal Fatto Quotidiano, il nano "pensa di poter impegnarsi con Hezbollah e Hamas, [...] stabilire nuovi canali con l’Iran, oppure espandere l’agenda del G8 al di là di ogni riconoscimento".
Il nostro premier ne ha combinate di tutti i colori. Di fronte alla corruzione, alla connivenza con mafie e poteri occulti, ad una logica economica degna delle migliori dittature sudamericane, alle illegittimità costituzionali e chi più ne ha più ne metta, Ruby è la punta di un iceberg che finalmente si scioglie al sole.
Per una volta mi dico contenta del surriscaldamento globale.